Villa Arianna

Storia e Geolocalizzazione

Villa Arianna è la villa romana più antica di Stabia, risalente al II secolo a.C. La Villa Arianna è situata ad ovest della collina di Varano, in posizione panoramica;

Provenienza Del Nome

La Villa Arianna di Stabia deve il suo nome al grande affresco raffigurante un soggetto mitologico rinvenuto sul muro di fondo del triclinio.

Planimetria 

La Villa Arianna, secondo quanto emerso dagli scavi, ha una planimetria molto articolata, frutto di continui ampliamenti della struttura e per questioni di comodità viene divisa in quattro sezioni: l’atrio, gli ambienti

termali, il triclinio e la palestra. La Villa si estende longitudinalmente sul ciglio della collina in senso est-ovest, permettendo a tutti gli ambienti residenziali di sfruttare in modo ottimale le caratteristiche paesaggistiche del territorio stabiese.

Come arrivarci…

Per arrivare alla Villa Arianna di Stabia si consiglia di prendere la circumvesuviana e scendere alla stazione di Via Nocera di Castellammare di Stabia. Di li raggiungere a piedi Via Passeggiata Archeologica (circa 20 minuti) oppure prendere il bus n°1 rosso.

Mentre la visitate vi consigliamo di…

Proseguendo per Via Passeggiata Archeologica si raggiunge dopo alcune centinaia di metri un’altra villa romana: la Villa San Marco.

 

Arco di San Catello

L’Arco di San Catello è risalente al XIV secolo e faceva parte dell’antico sistema di mura della città coincidente con l’antica Porta del Quartuccio che dava il nome a questa zona della città.

Nel 1790 una parte dell’Arco viene demolito con tutta la muraglia perché un sistema difensivo del genere venne ritenuto ormai superfluo. Dopo trent’anni, precisamente nel 1819, don Vincenzo Vingiani, al fine di ingrandire il suo palazzo, chiese la demolizione definitiva dell’arco, ma don Saverio Scelzo impedì questo progetto.

PER ALTRE INFORMAZIONI SCANSIONA QUESTO:

Villa San Marco

Storia

La villa, il cui nome convenzionale deriva da un’antica cappella costruita nella zona nella seconda metà del Settecento, fu edificata sul bordo della collina che forse franò in parte già al momento dell’eruzione, trascinando con sé l’estremità settentrionale degli ambienti disposti sul fronte Nord.

L’organizzazione planimetrica

L’organizzazione planimetrica dell’edificio si sviluppa secondo un duplice orientamento: la maggior parte del complesso asseconda l’andamento della collina, con gli ambienti più rappresentativi in posizione panoramica sul mare. Il settore termale segue invece l’orientamento dell’impianto urbano.

Edificazione

La villa venne edificata nella prima età augustea, per poi essere modificata a più riprese nel corso del I secolo d.C., in particolare durante l’età claudia.

Danni Strutturali

Le strutture visibili sono state gravemente compromesse dal sisma del 1980, che ne ha reso necessari massicci interventi di restauro.

L’interno

Attualmente si entra da un vestibolo che immette nell’atrio, in cui è collocato il larario, con decorazione a finto marmo. L’area destinata ai bagni si annette al resto della costruzione con un asse differente, dovuto alla presenza di una strada che ne ha condizionato l’orientamento. La successione degli ambienti è quella tipica, che dispone in sequenza frigidarium, tepidarium e calidarium rispettivamente per i bagni di acqua fredda, tiepida e calda. Una grande porzione della superficie della villa è occupata, inoltre, dal giardino che si distende a partire da un monumentale ninfeo, sovrastante un corridoio anulare e decorato con raffinatissimi mosaici parietali.

Per informazioni e prenotazioni visitare questo sito:

https://www.tripadvisor.it/Attraction_Review-g194718-d12861994-Reviews-Villa_San_Marco-Castellammare_Di_Stabia_Province_of_Naples_Campania.html

Prodotti tipici

Le zeppole dell’Immacolata

Quando l’aria diventa più fredda, e sciarpa e cappello iniziano ad accompagnare le nostre giornate, c’è un profumo che invade i nostri ricordi e il nostro cuore, il profumo del Natale.

Ormai con l’arrivo di Dicembre l’attesa natalizia si intensifica e in tutte le vetrine delle pasticcerie, la visione di dolci bontà tipiche del Natale, inizia a diventare sempre maggiore. Facendo un passo alla volta però, una festa da noi molto celebrata e sentita e che precede l’attesissimo Natale, è quella dell’8 Dicembre, la festa dell’Immacolata, in cui tutti oltre che godersi un giorno di

festa senza lavoro, ne approfittano anche per qualche assaggio in anticipo a quello che sarà poi il vero e proprio menù natalizio.

A Castellamare di stabia, la festa dell’8 Dicembre, è particolarmente sentita, tanto da essere celebrata in modo pomposo tra festeggiamenti religiosi e non solo, fatti di riti e tradizioni che si ripetono ogni anno e che immancabilmente trovano spazio anche in quella che è una delle massime espressioni d’arte della nostra terra, la cucina.

 

Il biscotto di Castellammare è un caratteristico biscotto semidolce tipico dell’arte pasticcera stabiese, a lievitazione naturale e a forma di sigaro, inventato nel 1848 dalla “Casa produttrice Riccardi”, apprezzato per fragranza ed inconfondibile sapore. Bisogna precisare che esistono diverse ricette per la creazione di questa specialità, anche perché colei che rese famoso questo biscotto alla sua morte non rivelò a nessuno la ricetta.  Si tramanda, infatti, che alla fine della lavorazione Donna Concetta usasse allontanare tutti gli operai per aggiungere l’ingrediente “segreto” dei biscotti, segreto che, ad esclusione del nipote, non volle confidare a nessuno e che le valse la morte per avvelenamento.
Favorito anche dalla vicinanza delle Antiche Terme, i biscotti di Castellammare da sempre si associano alle sorgenti nostrane (della Madonna, Acetosella etc.) tanto che ancora oggi, per considerarsi tale, il vero biscotto non deve mai sbriciolarsi se imbevuto.

 

Monumento ai caduti

Il monumento fu eretto nel 1925 opera dell’artista Giuseppe Renda; rappresenta la “Vittoria Alata”.

In piazza Principe Umberto, nei pressi della Villa Comunale, si erge il monumento ai caduti rappresentato da una “Vittoria Alata”. Questo monumento sorse nel 1925 ad iniziativa di un Comitato cittadino che ne affidò l’incarico all’artista prof. Giuseppe Renda. Il monumento doveva rispondere a determinate condizioni: glorificare i Caduti e suscitare l’amore patrio; esprimere ciò senza simboli difficili a intendersi e ispirarsi alla

 grandezza delle opere classiche. Le esigenze sono state soddisfatte con un gruppo di tre figure. La lotta vittoriosa (rappresentata dal guerriero trionfante) e i dolori sofferti (rappresentati dalla madre dei combattenti e dei Caduti), sono consacrati ed offerti a Roma, simbolo della patria, che risorge sulle rovine del suo passato, riprende e stringe nel pugno il mantello imperiale. L’opera è circondata da 4 bassorilievi in cui sono interpretati i quattro aspetti principali della guerra privi di ogni riproduzione di armi o strumenti guerreschi moderni che stonerebbero con l’ispirazione classica. Il bassorilievo frontale interpreta la guerra terrestre con la lotta tra un legionario e l’aquila austriaca. Il bassorilievo a destra interpreta la guerra marittima con la nave rostrata latina guidata dalla vittoria tra le insidie del mare. Il bassorilievo a sinistra interpreta la guerra aerea con le furie che seminano incendi e lutti sulle città. Il bassorilievo alle spalle interpreta la preparazione civile alla lotta con il lavoro delle officine e nei cantieri per la guerra. Per coerenza di stile anche la base è ispirata ai grandi monumenti romani. L’inaugurazione del monumento si svolse, con grande solennità, nel pomeriggio del 28 ottobre 1928. Dopo che l’Ordinario Diocesano, Mons. Pasquale Ragosta, preceduto dai Canonici del Capitolo Cattedrale, processionalmente, ebbe impartita la benedizione, lo scrittore, grande cieco di guerra, On. Carlo Delcroix, tenne l’orazione celebrativa.

Visitare Castellammare: un esempio di Tour

Castellamare di Stabia è una città ricolma di storia e cultura, ed è anche un importante meta turistica della regione campana; piena di monumenti storici, negozi, ristoranti e altri luoghi interessanti da visitare. In questa sito ti consiglieremo un itinerario da seguire per visitare al meglio questa splendida città.

In primis bisognerebbe trovare un posto in cui dormire, vi consigliamo l’ hotel Miramare, situato sul lungomare nei pressi della villa comunale. In alternativa consigliamo l’hotel B&B casa William situato più nell’ entroterra.

Uno delle prime mete da visitare sono di sicuro gli scavi di Stabia, essi hanno riportato alla luce solo una piccola parte dell’antica città: sono visitabili la Villa San Marco, Villa Arianna e il secondo complesso; anche se esistono anche altre ville che però sono o parzialmente o completamente interrate.

Nel pomeriggio consigliamo di visitare la villa comunale, dove potrete passeggiare sul lungo mare o pranzare in qualche rosticceria come il Buon Boccone o Amico Mio oppure se si desidera qualcosa di dolce il Re delle Graffe. Ci sono anche luoghi per intrattenersi come i cinema Stabia Hall e Montill, la sala giochi Light Break o il bar Nunzio.

Il Vino Di Castellammare Di Stabia

Lacryma Christi

Il Lacryma Christi veniva prodotto negli antichi tempi da certi monaci, il cui convento sorgeva sulle pendici del Vesuvio. Sembra che più tardi i Padri Gesuiti, padroni di vaste terre in quelle località, fossero quasi esclusivi produttori e detentori di questo prezioso vino.
Per quanto siano radicate le tradizioni del Lacryma Christi, l’istituzione della DOC è piuttosto recente e risa
le al 1983.

 

 

Lacryma Christi DOC

Il Lacryma Christi è il vino prodotto con le uve auctone del Vesuvio, conosciuto già ai tempi degli antichi Romani. Le prime testimonianze della coltivazione dell’uva sul Vesuvio risalgono, infatti, al V secolo a.C.

I vigneti e il terreno

I vitigni che si arrampicano sulle falde del Vesuvio discendono direttamente dagli Aminei della Tessaglia, portati qui dai Greci che nel V secolo a.C. arrivarono in queste terre.

Le radici affondano nel terreno lavico, scuro e poroso. Questo terreno non necessita di essere innaffiato in quanto trattiene l’umidità per poi rilasciarla.

Le uve

Caprettone (o coda di volpe) per il Lacryma Christi Bianco.

Piedirosso (Per e Palumm) per il Lacryma Christi Rosato e Rosso.

Tra storia e leggenda

Il nome Lacryma Christi affonda le sue radici in leggende antiche. La più diffusa è quella che vuole che Lucifero, nella sua discesa agli inferi, abbia portato via con sè un pezzo di Paradiso. Gesù, riconoscendo nel Golfo di Napoli il Paradiso rubato, pianse lacrime copiose e dalle sue lacrime nacquero i vigneti del Lacryma Christi. Secondo le testimonianze storiche la tradizione enologica del Vesuvio ha origine secoli prima di Cristo. Secondo Aristotele, infatti, i Tessali, antico popolo della Magna Grecia, impiantarono le prime viti sul Vesuviano nel V secolo a.C. Cinque secoli più avanti Marziale scrisse: “Bacco amò queste colline più delle native colline di Nisa”. Dopo l’avvento del Cristianesimo i monaci che qui vivevano nella “torre” continuarono la coltivazione del vino “greco”: il vino che grazie all’opera di contadini ha dato il nome alla città di Torre del Greco.

Itinerario Castellammare di Stabia

LUOGHI DI INTERESSE

  1. Scavi archeologici di Stabia

Sito dell’antica città romana di Stabia
Parco Archeologico di Pompei
Città romana sepolta dal Vesuvio
Villa San Marco
Villa storica con affreschi e mosaici
Monte Faito
Montagna e hiking
Casa del Fauno
Casa più ampia di Pompei, mosaici roman
Foro di Pompei
Città romana distrutta nel 79 d.C.
Lupanare
Rovine di un lupanare nell’antica Pompei
Anfiteatro romano di Pompei
Antica arena romana per gladiatori
Castello Medioevale – Castellammare di Stabia
Castello del IX secolo con vista

posti per mangiare

sistemazioni per dormire

 

Acqua della Madonna

 

L’acqua è la principale risorsa e fonte di vita, divinizzata da greci e romani fin dai tempi antichi. In particolare la Campania è stata da sempre una regione in cui i popoli hanno instaurato un forte rapporto con le fonti sorgive proprio grazie alla grande diffusione delle stesse. Le sorgenti prendevano vita nelle sembianze di una divinità chiamata Mefitis, cioè “medietà”. Questo nome deriva dal fatto che l’acqua al momento in cui sgorga dalla terra si trova a metà tra il mondo solare e quello oscuro. Proviene dagli inferi, il luogo della morte, per dare vita e sollievo a tutti gli esseri viventi. Furono numerosi anche i santuarietti fontili, dedicati espressamente a Mefitis, costruiti tra il IV e il III secolo a. C. tra la Campania, la Calabria e la Lucania. Uno dei più importanti è situato nella Valle del fiume Ansanto, in provincia di Avellino, lì dove sono particolarmente diffuse sorgenti sulfuree.

Ma indubbiamente la zona in cui sono maggiormente sparse le sorgenti d’acqua è Castellammare di Stabia, la cosiddetta città delle acque. Questa località era già nota nel I secolo d. C. quando Plinio il Vecchio nella sua Naturalis Historia scrisse di un’acqua particolarmente benefica, consigliata soprattutto per la cura della calcolosi. Era chiamata Media poiché la sorgente era situata in un luogo intermedio rispetto alle altre circostanti. Oltre all’acqua media, sono numerose le acque che sgorgano ancora oggi dal terreno stabiese: l’acqua acidula, indicata per facilitare la digestione; l’acqua ferrata, consigliata per coloro che soffrono di malattie debilitanti; le acque muraglione e solfurea che hanno un’azione purgativa; l’acqua magnesiaca, raccomandata per chi soffre di coliti spastiche; le acque stabia, san Vincenzo e pozzillo, che hanno un’azione lassativa. Alcune vengono anche imbottigliate e vendute come l’acqua della Madonna, che ha un’azione diuretica e dissolvente per i calcoli renali ed è naturalmente effervescente, limpida, incolore, inodore con un sapore leggermente acidulo.

Perché si chiama così?

Quest’acqua proviene da una sorgente scoperta nel 1841 nei pressi della chiesa di Santa Maria di Porto Salvo, situata nel centro storico, di proprietà della Congrega dei marinai. Il complesso religioso era stato costruito sui ruderi di una chiesa edificata nel 1580 in onore della Madonna di Porto Salvo appunto. Questa originaria costruzione era stata poi demolita circa duecento anni dopo per fare spazio ai cantieri navali di Castellammare di Stabia. Grazie alle sue proprietà l’acqua della Madonna mantiene le proprie caratteristiche organolettiche inalterate nel tempo, per questo motivo era utilizzata nel passato dai navigatori che si apprestavano a intraprendere lunghi viaggi prelevandola direttamente dalla fonte che si affacciava anche sul mare. Proprio a causa dell’uso che se ne faceva, fu chiamata anche acqua dei Naviganti.

Nel 2014

 i rubinetti dell’acqua della Madonna e di quella acidula sono stati chiusi per alcuni mesi a causa di numerosi segnalazioni riguardanti la presenza di residui inquinanti ritrovati nelle fontanine di via Duilio. In seguito ad analisi e interventi di manutenzione commissionati dal Comune alle tubature è stato nuovamente possibile usufruire di queste acque speciali tutt’oggi ritenute tra le più salutari al mondo.

Fonti: Vito Teti “Storia dell’acqua: mondi materiali e universi simbolici”, Roma, Donzelli Editore, 2003

Giovanna Bonifacio, Anna Maria Sodo, “Stabiae: storia e architettura”, Roma, “L’erma” di Bretschneider, 2002

Giorgio Temporelli, “Il bacino idrotermale di Castellamare di Stabia” in “Città e ambiente”, 2004

Le pietanze di Castellammare di Stabia

Castellammare di Stabia è conosciuta come “città delle acque”,  ma il lato gastronomico merita di avere un posto importante in questa guida.

Vi mostreremo un “full day of eating” nella nostra meravigliosa città:

per cominciare la giornata al meglio ” a graff e Pupett” ( La graffa di pupetta ) è quello che fa per voi, con o senza cioccolato vi delizierà.

Dopo aver smaltito con una bella camminata per il lungomare, al centro di Castellammare troverete Buon Boccone,  fast food in cui potrete trovare le migliori fritture di Castellammare e non solo, per un pranzo con i fiocchi.

Arrivati alla sera, dopo aver fatto un giro per Castellammare vi consigliamo vivamente di mangiare un delizioso panino da Mc Capon, ne uscirete soddisfatti al 100%.

Per finire questa magnifica giornata alla scoperta dei migliori sapori di Castellammare il gelato da k2 è d’obbligo, avrete una vasta gamma di gusti da scegliere ad un prezzo stracciante.