La Reggia di Quisisana

La Reggia di Quisisiana è una dimora storica situata nella zona collinare di Castellammare di Stabia, nella frazione di Quisisana, da cui prende anche il nome. Risalente al periodo antecedente al 1200 ha avuto nel corso degli anni diverse funzioni, da palazzo reale a collegio fino ad essere trasformata in un albergo; dopo un periodo di totale abbandono che l’ha ridotta ad un rudere, nel 2009 sono terminati i lavori di restauro che hanno permesso di riportarla all’antico splendore.

Storia

Le origini della reggia di Quisisana sono incerte: sicuramente la costruzione è antecedente al 1280 sia da quanto risulta da alcuni documenti scritti da Carlo I d’Angiò sia da quanto testimoniato dal Decameron di Giovanni Boccaccio, che nella VI novella del X giorno così recitava:

«Un cavalier, chiamato messer Neri degli Uberti, con tutta la sua famiglia e con molti denari uscendone, non si volle altrove che sotto le braccia del re Carlo riducere; e per essere in solitario luogo e quivi finire in riposo la vita sua, a Castello a mare di Stabia se n’andò; e ivi forse una balestrata rimosso dall’altre abitazioni della terra, tra ulivi e nocciuoli e castagni, de’quali la contrada è abondevole, comperò una possessione, sopra la quale un bel casamento e agiato fece, e allato a quello un dilettevole giardino, nel mezzo del quale, a nostro modo, avendo d’acqua viva copia, fece un bel vivaio e chiaro, e quello di molto pesce riempiè leggiermente.»

(Giovanni Boccaccio, Decameron, VI novella, X giorno)

riferendosi proprio alla costruzione di Quisisana. A dar fortuna alla reggia fu anche la scelta del luogo che risultava essere salubre per il clima ed allo stesso tempo offriva uno dei migliori panorami sul golfo di Napoli: secondo alcuni per questa serie di motivi la zona venne chiamata Domus de Loco Sano, in seguito trasformato in Quisisana, mentre altri sostengono che il nome derivi da una frase pronunciata da Carlo II d’Angiò, “Qui si sana”, dopo essere guarito da una grave malattia proprio nella dimora stabiese. Le prime notizie certe sullo svolgimento della vita all’interno della reggia si hanno nel periodo angioino: infatti prima sotto Carlo e poi con Roberto d’Angiò questa venne notevolmente ampliata creando un edificio incentrato su due corpi ortogonali, il primo rivolto verso il mare e l’altro sul viale d’ingresso; era dotata di tre piani destinati uno alla servitù, uno al riposo e l’altro alle attività di rappresentanza. Nel giro di pochi anni diventò una delle mete preferite durante l’estate dei regnanti, acquistando sempre più fama come luogo salutare e di guarigioni tanto che nel 1401 a seguito di un’epidemia di peste Lasdilao di Durazzo vi si rifugiò insieme alla sua famiglia, rimanendo immune da ogni contagio; stessa situazione si verificò nel 1420 sotto il regno di Giovanna II. Dopo la dominazione angioina, dal 1483, e quindi sotto gli Aragonesi e i Vicereale, la reggia divenne proprietà di diversi notabili, non subendo particolari modifiche, fino al 1541, quando Castellammare di Stabia diventò feudo dei Farnese che si appropriarono anche della costruzione, ma a causa della totale incuranza ed inutilizzo da parte della famiglia Farnese, cadde in rovina

La struttura attuale della reggia, realizzata in muratura portante, si articola in tre corpi di fabbrica uniti tra loro a formare una “L”: il primo è su due piani ed è quello che da l’accesso alla reggia caratterizzato da un pian terreno con un ampio portone d’ingresso che si affaccia su di un viale alberato, ed un primo superiore dove era ubicata la zona nobile che si affaccia sul parco con un’ampia terrazza. Il secondo corpo di fabbrica è posto ortogonalmente al corpo d’ingresso ed è composto da due piani a cui va aggiunto un sottotetto e caratterizzato da finestre ornate con elementi classici. L’ultimo corpo invece degrada verso la collina accompagnato da un porticato. Tutti gli arredi interni e gli elementi decorativi sono in gran parte andati perduti a causa dell’usura del tempo e delle infiltrazioni d’acqua: dove è stato possibile si è cercato di restaurare alcuni capitelli corinzi e teste di leone. Durante i lavori di restauro sono stati utilizzati gli stessi materiali che vennero usati per la costruzione della reggia: si è evitato quindi di utilizzare malte cementizie, i solai in legno sono stati in parte sostituiti con altri sempre dello stesso materiale ma con una maggiore portata di carico; anche gli infissi sia interni che esterni sono realizzati con cornici modanate in legno.

 

Struttura

La reggia è circondata da un giardino all’italiana di circa 20.000 metri quadrati: si trovano diverse specie di alberi come il pino d’Aleppo, il tasso, il leccio, l’abete bianco, il bosso, il cedro del Libano, l’asfodelo, il pungitopo, il corbezzolo e il platano, mentre come fiori si trovano il ciclamino, la ginestra dei carbonai e il biancospino. Durante il restauro si è pensato anche alla sistemazione del giardino con la creazione di sentieri in terra battuta e lastricati di basoli. Intorno al complesso della reggia sorge un grande parco che si estende su buona parte del versante stabiese del monte Faito.

Fonte Youtube :LuAl LuAl

Villa Arianna

Storia e Geolocalizzazione

Villa Arianna è la villa romana più antica di Stabia, risalente al II secolo a.C. La Villa Arianna è situata ad ovest della collina di Varano, in posizione panoramica;

Provenienza Del Nome

La Villa Arianna di Stabia deve il suo nome al grande affresco raffigurante un soggetto mitologico rinvenuto sul muro di fondo del triclinio.

Planimetria 

La Villa Arianna, secondo quanto emerso dagli scavi, ha una planimetria molto articolata, frutto di continui ampliamenti della struttura e per questioni di comodità viene divisa in quattro sezioni: l’atrio, gli ambienti

termali, il triclinio e la palestra. La Villa si estende longitudinalmente sul ciglio della collina in senso est-ovest, permettendo a tutti gli ambienti residenziali di sfruttare in modo ottimale le caratteristiche paesaggistiche del territorio stabiese.

Come arrivarci…

Per arrivare alla Villa Arianna di Stabia si consiglia di prendere la circumvesuviana e scendere alla stazione di Via Nocera di Castellammare di Stabia. Di li raggiungere a piedi Via Passeggiata Archeologica (circa 20 minuti) oppure prendere il bus n°1 rosso.

Mentre la visitate vi consigliamo di…

Proseguendo per Via Passeggiata Archeologica si raggiunge dopo alcune centinaia di metri un’altra villa romana: la Villa San Marco.

 

Visitare Castellammare: un esempio di Tour

Castellamare di Stabia è una città ricolma di storia e cultura, ed è anche un importante meta turistica della regione campana; piena di monumenti storici, negozi, ristoranti e altri luoghi interessanti da visitare. In questa sito ti consiglieremo un itinerario da seguire per visitare al meglio questa splendida città.

In primis bisognerebbe trovare un posto in cui dormire, vi consigliamo l’ hotel Miramare, situato sul lungomare nei pressi della villa comunale. In alternativa consigliamo l’hotel B&B casa William situato più nell’ entroterra.

Uno delle prime mete da visitare sono di sicuro gli scavi di Stabia, essi hanno riportato alla luce solo una piccola parte dell’antica città: sono visitabili la Villa San Marco, Villa Arianna e il secondo complesso; anche se esistono anche altre ville che però sono o parzialmente o completamente interrate.

Nel pomeriggio consigliamo di visitare la villa comunale, dove potrete passeggiare sul lungo mare o pranzare in qualche rosticceria come il Buon Boccone o Amico Mio oppure se si desidera qualcosa di dolce il Re delle Graffe. Ci sono anche luoghi per intrattenersi come i cinema Stabia Hall e Montill, la sala giochi Light Break o il bar Nunzio.